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31.01.08
Cinquanta milioni di dollari raccolti al box office in quattro giorni non sono un risultato da poco, anzi è un record assoluto. Ci sarebbe da stupirsi, considerato che stiamo parlando di un film di genere e senza grandi star. Fautore del successo di Cloverfield è sicuramente la vulcanica mente di J.J. Abrams che, nelle vesti di produttore, ha progettato un congegno ad orologeria capace di proseguire dove si era fermato The Blair Witch Project, fondendolo gli effetti speciali dei più grandi monster movie, Godzilla e il coreano The Host su tutti. La trama è top secret fino al momento dell’uscita, nel tentativo di andare contro all’abitudine che lo spettatore ha di conoscere troppo di un film, prima di vederlo. Il successo di Cloverfield però nasce da una sapiente campagna promozionale fatta di piccoli indizi abilmente diffusi in rete, alcuni dei quali assolutamente fuorvianti che ha contribuito a scatenare una vera e propria Cloverfield-mania in rete, stimolando un immenso tam tam multimediale. La prospettiva è quella di una videocamera che avrebbe dovuto documentare una festa ma che diventa invece testimone di una catastrofe capace di radere al suolo Manhattan. Non c’è montaggio, non c’è colonna sonora, solo la sensazione di essere presente sul luogo del disastro. Il trauma elaborato dall’idea di Abrams riporta nuovamente la mente le immagini dell’11 settembre, ma la intenzione è più semplicemente quella di realizzare un film di mostri come mai era stato visto fino a ora. Cloverfield potrebbe essere tradotto come campo di trifogli, in riferimento a quel rettangolo verde che gli abitanti di New York sono abituati a chiamare Central Park, ma che dopo una catastrofe di tali proporzioni ritorna ad essere semplicemente quello che è, un prato con degli alberi in cui è stata ritrovata una videocamera. Un film spiazzante, sconvolgente, inusuale e assolutamente verosimile nel suo tentativo di aderire a una lontanamente ipotetica realtà. Tra il visto e in non visibile, Cloverfiedl diventa la dimostrazione di come la paura sia spesso più intensa nel non visto e nell’ignoto. C.P.
Scritto da Fanaticaboutfilms il 16:46
22.01.08
![]() Saranno quattro le possibilità per l’Italia di aggiudicarsi un Oscar 2008. Archiviata la delusione per la mancata nomination de La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore, i portabandiera del tricolore nazionale saranno due musicisti, Dario Marianelli autore della colonna sonora di Espiazione, già premiato con il Golden Globe e Marco Beltrami, ormai americanizzato, per il film Quel treno per Yuma. Soddisfazione per Andrea Jublin, nominato per il cortometraggio Il Supplente prodotto da Sky Cinema Italia. In gara per la migliore scenografia ci saranno Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per il loro lavoro in Sweeney Todd di Tim Burton. Ben 8 nomination per l’ultimo lavoro dei fratelli Coen, Non è un paese per vecchi, che concorre fra gli altri come miglior film, regia, sceneggiatura, fotografia e montaggio. Sorprendono positivamente le 4 nomination per Juno di Jason Reitman, già vincitore della Festa del Cinema di Roma (miglior film, regia, sceneggiatura originale e miglior attrice). L’impegno di George Clooney è stato invece ricompensato con 6 nomination, nonostante il suo Michael Clayton non abbia impressionato la giuria all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Espiazione conferma le 7 nomination ricevute anche ai Golden Globe. Infine 4 nomination per Lo scafandro e la farfalla, passato con successo all’ultimo Festival di Cannes e Il petroliere di Paul Thomas Anderson. Ecco l’elenco completo delle nomination: Miglior Film Miglior Regia Miglior Film Straniero Migliore Sceneggiatura Non Originale Migliore Sceneggiatura Originale Migliore Attore Protagonista Miglior Attore Non Protagonista Miglior Attrice Protagonista Migliore Attrice Non Protagonista Miglior Film Animato Miglior Scenografia Miglior Fotografia Migliori Costumi Miglior Documentario Miglior Corto Documentario Miglior Montaggio Miglior Trucco Migliore Colonna Sonora Miglior Canzone Originale Miglior Corto Animato Miglior Corto Miglior Montaggio Sonoro Miglior Mix Sonoro Migliori Effetti Visivi C.P.
Scritto da Fanaticaboutfilms il 17:49
![]() Una densa nevicata rende i suoni ovattati e i colori candidi. Una donna attraversa una coltre bianca con un paio di sci da fondo. Si ferma e guarda attorno la radura che pare addormentata. Sembra cercare qualcosa, ma il suo volto tradisce la sua incertezza. Tutto sembra sfuggirle di mano. Nella sua vita manca qualcosa di importante, qualcosa di essenziale. Affianco alla donna c’è poi un uomo dalla barba ed i capelli canuti. La guarda con infinito affetto ma i suoi occhi celano a fatica una punta di disperazione. Sono marito e moglie da oltre cinquant'anni, non sempre le il loro rapporto è stato idilliaco. La mente della donna, colpita dal morbo d'Alzheimer, sta rapidamente perdendo ogni ricordo, fino a rimuovere completamente suo marito. Il cuore dell’uomo è come infranto in migliaia di frammenti. La regista Sara Polley ha elaborato in modo poetico e pacato la sceneggiatura di Alice Murno ispirata ad un suo breve racconto. La terribile malattia diventa così occasione per compiere lunghi flashback in cui ripercorrere la vita di Fiona, una splendida Julie Christie (che una volta fu Mary Poppins) e di suo marito. Film d’esordio della giovane Polley, Away from her è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival e fuori concorso al Festival di Berlino 2007 e recentemente al Torino Film Festival. C.P.
Scritto da Fanaticaboutfilms il 14:39
15.01.08
![]() Poche sorprese nell’edizione 2008 dei Golden Globe, in versione ridotta a causa del protrarsi dello sciopero degli sceneggiatori di Hollywood. I nomi dei premiati sono stati resi pubblici durante una breve e sobria conferenza in diretta televisiva, nel rispetto della regola “the show must go on”. La sensazione è che nella mestizia generale, un po’ tutti siano stati accontentati. Poche le sorprese nell’elenco dei premi, dove non spicca nemmeno il favorito Espiazione di Joe Wright che, delle sette nomination, porta a casa solo il premio come miglior film drammatico e per la miglior colonna sonora, opera dell’italiano Dario Marianelli, unico nostro rappresentante ad ottenere un premio per questo anno. Due premi di rilievo anche per il francese Lo scafandro e la farfalla, storia di vita e di speranza nonostante la tremenda malattia, che è valso il premio alla regia a Julian Schnabel ed il premio come miglior film straniero (anche se un encomio sarebbe dovuto andare a Januz Kaminsky per la meravigliosa fotografia). Anche i fratelli Coen portano a casa due premi per il loro Non è un paese per vecchi, vincitore della migliore sceneggiatura non originale e per la performance di Javier Bardem come attore non protagonista. La scelta coraggiosa della splendida e algida Cate Blanchett di interpretare il difficile ruolo di Bob Dylan in Io non sono qui, è valso all’attrice il premio come miglior non protagonista.
Scritto da Fanaticaboutfilms il 10:21
10.01.08
La storia d’amore di Holly (Hillary Swank) sembra essere perfetta se non fosse che il destino ha riservato per il suo grande amore Gerry (Gerard Butler) una terribile malattia. Holly ancora giovanissima si ritrova vedova e sola, con un vuoto incolmabile nel cuore. Gerry per mantenere la promessa fatta di starle vicino tutta la vita, trova il modo di far arrivare a Holly una lettera ogni mese, con un messaggio d’amore che le possa essere d’aiuto per superare le difficoltà della vita e il peso della sua mancanza, e alla fine di ogni messaggio non dimentica mai di ricordarle una cosa importante: P.S. I love you! Il cast di P.S. I Love You è di primissimo livello e vede la presenza di Hillary Swank, due volte vincitrice del Premio Oscar per Million Dollar Baby e Boys Don’t Cry accompagnata da Gerard Butler, ben noto anche in Italia per aver interpretato Leonida in 300, una coppia decisamente fuori dagli schemi della solita commedia romantica. Completano la lista anche la bionda Lisa Kudrow, la celebre Phoebe di Friends, Gina Gershon e un’altra meravigliosa attrice da Oscar come Kathy Bates. La regia è di un semi-esordiente di tutto rispetto come Richard LaGravenese, autore di celebri sceneggiature come quella de La leggenda del re pescatore, I ponti di Madison County e L’uomo che sussurrava ai cavalli, autore lui stesso della sceneggiatura a quattro mani con Steven Rogers e ispirata dal romanzo omonimo di Cecelia Ahern. Il romanzo P.S. I Love You, scritto dalla Ahern all’età di soli 21 anni e diventato subito un bestseller internazionale. Tenete d’occhio fanaticaboutfilms.it perché a breve partirà il grande concorso REGALA TEMPO AL TUO AMORE, legato al romantico PS: I Love You C.P.
Scritto da Fanaticaboutfilms il 12:31
07.01.08
C’è una terra libera spazzata dal vento, dove le decisioni di vengono prese lanciando in aria una monetina. Testa o croce, è il destino a compiere la scelta. Ma la terra brulla e aspra non accetta che i cadaveri di due uomini vengano lasciati sotto il sole del deserto. Negli spazi aperti è possibile nascondere ogni cosa, anche le più terribili, ma un mistero non può rimanere sepolto sotto la sabbia senza che il vento lo riporti in superficie. C’è sempre una traccia che conduce alla risposta di ogni domanda, bisogna saperla seguire, ma anche essere il primo ad arrivarci. I fratelli Coen ritornano con un thriller mozzafiato, fondendo nel loro ultimo lavoro le atmosfere cupe del loro esordio Blood Simple, con gli spazi sconfinati del loro capolavoro Fargo. Ispirato al romanzo del Premio Pulitzer Cormac McCarthy, Non è un paese per vecchi, è un film crepuscolare in cui i fratelli terribili di Hollywood dirigono a quattro mani un cast stellare in cui spiccano Tommy Lee Jones e Javier Bardem. No Country for Old Man ha ricevuto 4 nomination per i Golden Globe, come miglior film drammatico, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista. Dopo essere stato presentato all’ultimo Festival di Cannes, l’uscita nei cinema italiani è stata programmata per la fine di marzo 2008. C.P.
Scritto da Fanaticaboutfilms il 16:57
03.01.08
Christopher McCandless siede a tavola con i suoi genitori. Una famiglia borghese, dai sani principi che ha sempre programmato per il giovane rampollo una vita fatta di successi professionali, subito dopo la laurea. Chris però è diverso, non sopporta le imposizioni, ne’ tanto meno l’idea di vivere la propria esistenza secondo i rigidi schemi che gli altri vorrebbero imporgli. La libertà è lanciare la sua auto gialla di seconda mano su strade sconosciute, verso mete di cui non può nemmeno immaginare l’esistenza. Chris non vuole un’auto nuova come regalo di laurea, desidera solo la libertà. Il suo spirito è alla ricerca dell’avventura, degli spazi selvaggi, in un lungo cammino alla ricerca di se stesso che lo condurrà fino in Alaska in un viaggio indimenticabile per lui e per tutti coloro con cui ha condiviso la sua esperienza. Il quarto film di Sean Penn è un inno alla vita vissuta per strada a contatto con la gente vera. La storia di Christopher McCandless che si "trasforma" in Alex Supertramp come è stata ricostruita dal giornalista e alpinista Jon Krakauer, attraverso una lunga indagine sugli appunti lasciati prima di morire e dalle interviste a chi lo ha conosciuto. Presentato con successo alla Festa del Cinema di Roma, in molti parlano di Into the wild come sicuro protagonista della notte degli Oscar 2008 che si terrà a Hollywood il 24 febbraio. Il film di Sean Penn uscirà nelle sale italiane il 25 gennaio 2008. C.P.
Scritto da Fanaticaboutfilms il 12:45
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